• #TLL2015 – Favourite Language Lovers Contest •

THANK YOU SO MUCH! :))
THANK YOU SO MUCH! :))

#‎TLL2015‬
I’ve been nominated among your favourite language lovers! I didn’t expect it, so thank you so much! 🙂

But, now, it’s up to you!

Please, vote for my facebook page ▷ One Sec Translations ◃ in the category “Top 100 Language Facebook Pages 2015” (here ➡ http://en.bab.la/…/top-100-language-facebook-pages-2015-vot…) and my twitter account ▷ One Sec (Chiara) ◃ in the category “Top 100 Language Twitter Accounts 2015” (here ➡ http://en.bab.la/ne…/top-100-language-twitterers-2015-voting).
It’s a one shot, you can only vote once for each category.

Check the other categories (Language Learning Blogs, Language Professionals Blogs, and YouTube Channels) to vote your favourite people!

Game on!

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Top Language Lovers 2015 || Lexiophiles | bab.la
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#TLL2015
Ho ottenuto due nomination al concorso bab.la + Lexiophiles e appaio tra gli amanti della lingua preferiti dagli utenti! Non me lo aspettavo davvero, grazie mille a tutti!

Ora, però, tocca a voi!

Se vi piace la mia pagina facebook ▷ One Sec Translations ◃ la categoria in cui potete votarmi è “Top 100 Language Facebook Pages 2015” (cliccate qui http://en.bab.la/…/top-100-language-facebook-pages-2015… )
e per il mio account di twitter ▷ One Sec (Chiara) ◃ la categoria è “Top 100 Language Twitter Accounts 2015” (cliccate qui http://en.bab.la/…/top-100-language-twitterers-2015-voting ).

Potete esprimere la vostra preferenza una sola volta, quindi anche ricaricando la pagina e cliccando insistentemente verrà conteggiato un solo voto.

Date uno sguardo anche alle altre categorie (Language Learning Blogs, Language Professionals Blogs, and YouTube Channels) e votate i vostri link preferiti!

Che il voto abbia inizio! 😉

Nominate - Vote - Award
Nominate – Vote – Award

Butterfly: una passeggiata lungo le sponde dello Yangtze (con Julie O’Yang)

Salve a tutti miei cari follower!

Oggi vorrei presentarvi Julie O’Yang, autrice del romanzo in lingua inglese Butterfly. Alla fine del 2014, ho avuto il piacere di partecipare al progetto di pubblicazione della versione in lingua italiana del libro, collaborando come revisore del lavoro di traduzione svolto dallabio” collega Sonia Lo Conte (visitate la sua pagina “Words Abroad“).

Lascio la parola a Sonia che ha selezionato alcune delle interviste più significative fatte all’autrice di cui ha tradotto alcune domande e risposte per accompagnarci in una passeggiata lungo le sponde dello Yangtze.

Buona lettura!


Green morning a tutti!

Innanzitutto, vorrei ringraziare la collega Chiara Bartolozzi per lo spazio concessomi sul suo blog. Io e Chiara abbiamo collaborato alla traduzione di Butterfly, un romanzo di Julie O’Yang e oggi vorrei presentarvi questa eclettica autrice dalla fervida immaginazione.

Scrittrice, sceneggiatrice e artista visiva, Julie O’Yang nasce a Kunming, in Cina. Giunta nel vecchio continente negli anni ’90, ha trascorso gli ultimi decenni della sua vita viaggiando tra Europa e Giappone, studiando a Londra, all’università di Leiden (Olanda), a Tokyo e a Nagasaki. Oggi risiede in Olanda.

Il suo ultimo romanzo, Butterfly – il primo scritto in inglese – ha riscosso un immediato successo a livello mondiale, nonché tra recensori letterari e critici di tutto il mondo. Conosciamola meglio!

Il libro: Butterfly
Il libro: Butterfly

 

D: Ciao Julie! Dunque, sei nata in Cina e hai studiato a Londra… come sei finita in Olanda?
R: Oh Dio… mia madre mi ha chiamata “acqua cosmica”. Acqua è il mio nome; riscopro questo elemento purificatore nella mia vita ogni giorno di più. Il mio romanzo parla dello Yangtze, il fiume più lungo della Cina. Penso proprio che il mio destino abbia seguito la corrente e si sia poi fermato nei Paesi Bassi. Non assomiglia ad una specie di giustizia poetica? È come se le nostre vite, su questa terra, fossero migliaia di fiumi che cantano…

 

D: Tu sei un’artista visiva, oltre che scrittrice… Una forma d’arte ispira l’altra?
R: Credo che ogni forma d’arte consista nel trovare un luogo interiore in cui vi sia gioia, e per me la gioia si esprime attraverso l’inchiostro su uno schermo, sulla carta o su una tela. Tengo sempre una penna sotto il cuscino. A volte, quando mi sveglio nel cuore della notte e ho bisogno di scrivere qualcosa, la prendo e scrivo appunti sulla mia pelle: parole, segni, spezzoni che mi vengono in mente. Devo farlo o non riesco a dormire.

 

D: Cosa o chi ti ha ispirato? Uno o più scrittori in particolare?
R: Penso d’essere nata con una tastiera in mano! Non ho preferenze. Leggo qualunque cosa, anche uno scarabocchio. Trovo ispirazione in ogni cosa: me stessa, la gente, le foglie, i polli, le folli muse ispiratrici, la polvere…

 

D: In quale lingua ti senti più a tuo agio come scrittrice?
R: Cerco solo di essere pratica. Scrivo in olandese, ma è una lingua parlata da poche persone. In cinese vengo censurata. L’inglese è la lingua che amo di più. Sogno di aver vissuto in Britannia nel XVIII secolo, l’epoca dei Lumi, del Terrore e del Romanticismo…

 

D: Di cosa parla Butterfly?
R: Butterfly è una storia d’amore tra una donna cinese sposata e un giovane soldato giapponese. I loro destini s’intrecciano in una favola moderna, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. Parla di confini proibiti da oltrepassare, di sesso, del male e della speranza.

 

D: I lettori occidentali condividono una coscienza collettiva di racconti popolari e favole… Butterfly si è ispirato a qualche particolare racconto Cinese o Giapponese della tua infanzia?
R: Ho tratto ispirazione dalla storia di Zhuangzi: “Zhuangzi ha sognato di essere una farfalla svolazzante nel cielo; poi si è svegliato. Ora si domanda: Sono un uomo che ha sognato di essere una farfalla o sono una farfalla che sogna di essere un uomo”. Questo è un antico racconto cinese del IV secolo a.C.. Credo che Zhuangzi abbia dato vita al mio libro. Ad un certo punto ho anche creduto di essere lui.

 

D: Magico realismo, sensualità e storia si mescolano in questo splendido intreccio amoroso. Il romanzo è permeato dai temi della colpa, della vergogna, della passione, della trasformazione, della guerra e del perdono. Da cosa trai ispirazione? Cosa vorresti che rimanesse ai lettori dopo aver letto il tuo romanzo?
R: Se non fosse per la speranza, il nostro cuore andrebbe in pezzi. Sì, la speranza è un sogno ad occhi aperti. Buddha ha detto che migliaia di candele possono essere accese da una singola candela. Come scrittrice, penso che il mio lavoro sia intrattenere i giovani, curare i malati, tenere compagnia a chi è solo. Il nostro è un mondo di solitudine pieno di gente, e di giovani e bambini malati e poveri. Io vorrei condividere la mia gioia con loro, significare qualcosa per loro, piantare qualcosa nella loro anima. Soprattutto, penso di voler dire ciò che non si può dire, raccontare favole mai raccontate: desidero toccare i tabù.
La scrittura mi ha trasformata; alla fine, sono diventata una farfalla e ho sentito di essere superiore alle sofferenze umane di cui ho scritto.

 

D: Per me, una delle scene più forti e liberatorie è stata quando Butterfly decide di “uccidere senza uccidere”. La sua capacità di perdonare è in netto contrasto alla totale mancanza di misericordia del marito. Parlami della scena che riecheggia maggiormente in te.
R: È una domanda difficile, perché tutte le scene del mio romanzo devono riecheggiare in me, altrimenti perderei interesse nel raccontarle. Due sono le cose che mi divertono di più quando scrivo, tre in realtà. Primo, raccontare una storia imprevedibile. Secondo, AMO scrivere dialoghi, perché sono parole che danno voce alle azioni. Terzo, mi piace fare una battuta ogni volta che posso.

Ti leggo un pezzo del romanzo in cui sono presenti queste tre cose. Il mio protagonista maschile, il dottor Reigan, sta cercando di scoprire chi sia la sua paziente misteriosa, da dove venga…

***

 

— Posso raccontarti una storia, Dottore?

— Non ho dubbi che tu possa! Sono aperto a ogni evenienza, assicurati di correre dei rischi.

— Ho rubato questo. È abbastanza rischioso per te?

— Rubato a chi?

— L’acquario che mi hai portato.

Solleva l’indice affusolato e lo punta verso lo schermo del televisore. Per un attimo gli torna in mente l’immagine della mano di Alice, le sue dita che fioriscono in un’elegante orchidea sul suo membro.

Reigan si schiarisce la gola: — L’acquario? Parlamene.

— Hai notato che ho smesso di balbettare, Dottore? Ecco com’è accaduto. Dopo che te ne sei andato, non riuscivo a dormire. Allora, ho acceso l’acquario che è diventato un oceano immenso.

— Il canale del National Geographic. È anche il mio preferito quando soffro d’insonnia. Adatti il tuo ritmo a quello della natura, la cui saggezza è la pazienza. Funziona meglio delle pillole per dormire. Il sonno è l’arte della pazienza.

— Dunque, stavo guardando l’oceano, un enigmatico mosaico di esseri viventi. Poi all’improvviso, ho sentito una voce. Ho ascoltato la storia raccontata da una testuggine marina su un viaggio straordinario, attraverso l’oceano, per deporre le uova.

— Cosa vuoi dire con: raccontata?

— Sì, l’oceano ha il proprio linguaggio. E sì, lo capisco. Ma gli esseri umani? No. Gli esseri umani non capiscono nulla, non è così?

Sorride con un sorriso lascivo.

— La tartaruga di mare ha raccontato la storia a se stessa, perché quello è il suo modo per tenere la mente concentrata sul suo obbiettivo lontano 11.000 chilometri, una distanza che percorrerà in 99 giorni. Un record mondiale. Soprattutto, ogni giorno deve trovare del cibo e non è un’impresa facile. Molto spesso, deve nutrirsi di racconti per placare la fame e ha bisogno di sorprese. È una vera viaggiatrice e in fondo, una vera cantastorie. Ricorda le favole più vecchie e più strane raccontate sugli abissi, con la libertà selvaggia aborrita dalla gente.

— Perché aborrita?

— Lo sai il motivo, Dottore. La paura è un’abitudine della gente, la libertà è una dipendenza della mente. Due bisogni in opposizione, ecco perché la maggior parte di noi finisce col vivere una vita noiosa; poiché nessuno vuole essere considerato un drogato. Bene, allora ecco l’allegoria che ho origliato prima.

— Nel ventre del mare, c’è un lago che cambia colore. È un luogo venerato da tutte le creature marine, uno degli ultimi luoghi antichi che dà rifugio ad arcaici mostri, draghi, pescecani godzilla, orde di meduse urlatrici e chi sa cos’altro. Qui gli esseri spaventosi fanno il bagno tra onde delicate, solo talvolta la gente a riva li scorge: la punta di una coda, una chela spaventosa o qualche curiosa sfumatura sulla superficie dell’acqua incolore. Tuttavia, la gente che ha capito che sta accadendo qualcosa, non ha la minima idea che sotto il lago, dove i mostri gironzolano e spiano le loro vite, una volta c’era una città. Qui è dove T. V. O. è vissuta per milioni di anni.

— Tè Verde Orientale?

— No, è T.V.O. Tutta la Verità dell’Oceano. Il Dio dell’immortalità, il genio che vive nell’oscurità abissale. Nel cuore della notte, brandelli di voce si levano dallo strato di ceneri vulcaniche nel mare più profondo. Parole, gorgoglii e risolini, come se qualcuno stesse ridendo in modo perverso o annegando. Poi, un giorno, arrivò un pittore sulla riva. Alloggiava in una locanda. Ogni mattina, dopo colazione, la gente lo vedeva andare verso il mare per una nuotatina. Rimaneva in acqua molte ore. Dopo un po’, la gente iniziò a credere che il pittore fosse venuto a osservare i mostri per dipingerli.

— Un tardo pomeriggio, il sole stava tramontando come sempre; il mare era calmo come al solito. Ma tutto d’un tratto il tempo cambiò. Il mare divenne scurissimo come la notte di un uomo cieco. Eppure, a riva, tutto sembrava calmo e pacifico. Non c’era un filo di vento, era quel genere di paesaggio marino assorto, come poco prima di un tifone. Il pittore sentì un irrefrenabile stato d’ansia dentro di sé; non che avesse paura delle tempeste. Amava l’inutile passione selvaggia e distruttiva. Era irrequieto perché il locandiere, al mattino, gli aveva detto che il mare si era preso molte vite negli ultimi giorni, tutti eccellenti nuotatori come lui. Subito, pensò di aver udito qualcosa urlare, qualcosa intrappolata nelle viscere dell’oscurità. Forse un’idea imprigionata, non perduta, ma neppure libera; rifletté il pittore mentre tornava a riva. Incerto se andare o restare, si attardò. In quel momento, vide con la coda dell’occhio una figura informe che risaliva in superficie. Non era né piccola né grande. Era com’era: informe. E portava qualcosa sulle spalle o stava trasportando se stessa ferita, un peso senza peso? Si voltò per guardarla negli occhi, quando la figura senza forma si scaraventò nella sua direzione, scagliandosi in aria come una freccia bagnata. Chiuse gli occhi e aspettò. Non accadde nulla. Dopo un attimo, aprì gli occhi giusto in tempo per vedere di sfuggita un’ombra informe scomparire nel tramonto, lasciando un’elegante scia d’impronte nella sabbia.

— Scoprì cos’era?

— No.

— Ascolta, Cho Cho san, devo visitare gli altri miei pazienti. Domani alla stessa ora? — Dipendente senza speranza; la dipendenza è qualcosa che Reigan dovrebbe conoscere.

— Aveva gli occhi scuri Sheng che non era Sheng? Butta lì, mentre si prepara ad andarsene.

— Sii paziente, Dottore. Hai parlato della pazienza.

— Ok, quindi?

— Occhi marrone scuro, luminosi capelli lisci, così neri da sembrare blu. Non sembrava un soldato.

— Un soldato? Non ricordo che tu abbia detto fosse un soldato.

— Va’, dottor Reigan. Il tempismo è tutto. Devo riposare, questo tempo mi fa venire sonno. Riesco appena ad attendere l’arrivo della tempesta.

 

***

D: Verso la fine del romanzo, gli amanti decidono di incontrarsi, un giorno, a Taliesin, nel Wisconsin. Perché hai scelto la casa di Frank Lloyd Wright per questo incontro?
R: Nel romanzo, due universi paralleli stanno viaggiando uno accanto all’altro. La simmetria è lo strumento chiave della narrazione. Due mondi che si specchiano. Ho deliberatamente diviso il libro in due parti, le quali hanno una trama simile, costruita attorno a due stanze d’ospedale con gli stessi personaggi. All’inizio della storia, la mia eroina trova una casa abbandonata. L’abitazione che si trova sulle sponde curve del fiume Yangtze trova inevitabilmente eco dall’altra parte del mondo, ovvero il progetto architettonico di Frank Lloyd, su una splendida altura vicino a una cascata. Entrambe le case hanno un tetto rosa, con muri bianchi come una pagina vuota in attesa di essere scritta… Taliesin, Spring Green, nel Wisconsin. Sembra una canzone, vero? Sappiamo che sono avvenuti terribili omicidi nella villa di Frank Lloyd. In un certo senso, il mio romanzo è “ghigliottinato” in due parti. Un ricordo non è mai solo, questi sono ricordi moltiplicati nelle “scaglie” della pelle della mia eroina. È una donna-pesce.

 

D: Il dottor Reigan, il protagonista maschile, sembra stia avendo una crisi esistenziale che si risolve man mano che si arriva al termine del romanzo. Alla fine, cosa lo salva?
R: Direi i ricordi. La Cina è guidata da una spettacolare forma di amnesia.

 

D: Ho notato che il tuo libro non è disponibile in Cina… Quale consiglio daresti ai giovani scrittori che vivono oggi nel tuo paese?
R: Create castelli, prigioni, cieli e soli. Andate a cercarli nella vita reale!

 

D: La cosa migliore nella tua vita oggi?
R: Fare ciò che voglio ogni giorno, cosa che a molti potrebbe suonare noiosa. Sono legata alla scrivania. Sono una scrittrice. A volte dipingo anche, o mi occupo di illustrazioni. Mi diverte lavorare con i colori e sporcarmi le mani.

 

D: Grazie per il tuo tempo Julie. In bocca al lupo per il tuo libro.

L'autrice Julie O'Yang
L’autrice Julie O’Yang

Grazie Sonia per averci permesso di addentrarci un po’ di più nella magica atmosfera creata da Julie nel suo meraviglioso romanzo.
Speriamo di avervi un po’ incuriosito e anche divertito.

Di seguito alcuni link utili.

Potete acquistare il libro qui

–> Amazonhttp://www.amazon.it/Butterfly-Un-Romanzo-Julie-Oyang-ebook/dp/B00S5XWQSS

–> Kobobookshttps://store.kobobooks.com/it-IT/ebook/butterfly-un-romanzo-di-julie-o-yang

Interviste originali: 

https://julieoyang.wordpress.com/2012/03/16/interview-with-julie-oyang/

http://www.lelivro.com/blog/?p=461

http://www.gokunming.com/en/blog/item/1977/interview_julie_oyang

• September • [Positive things challenge]

Hello friends, followers and occasional guests!

September is here. It’s back. A brand new month started this morning, 30 days at our disposal to make our dreams come true.

It has been a rainy day and, being meteoropathic, I’ve been worked up for the whole day. I have a lot to work on and I’m trying to find a balance between what I’d like to achieve and what I can accomplish.

It’s a hard way to the top, but I can walk through it. I’m confident! 😉

September_welcome back
Hello September! Welcome back!

This post is not going to be long. I just want to share with you something I had been doing last week and I finished yesterday.

I carried out a nice challenge on facebook and I want to share it with you.

The challenge concerns the daily list of positive things happening for a week in your life. I’m going to copy and paste my week, so that I’ll have something to read in the future when I will feel dishearten or uninspired. 

“1. Day 1 of positive things:

1. This morning I went to the post office to pick up a parcel coming from China. It was the new hard cover for my mobile phone. I chose the picture, so right now I have a flawless Audrey Hepburn speaking on the phone printed on it ;
2. After coming back from holiday, my batteries are fully recharged and I feel positive and determined. It’s a very great feeling ; and
3. I’m working on different life-changing projects that are coming to life with a little help from inspiring, reliable, professional people. (I’m not going to tag you, so I hope you are reading between the lines. Yes, I’m talking to *YOU*! )

I challenge Sara and Elena to list 3 positive things a day for 7 days, inviting at least one person each day to do the same.
My friend Brenda gave me the chance to express my thoughts. Thank you, hun. You are special! 😉

“2. I apologise for the delay in writing out the day 2 of positive things. Let me briefly recap my three positive facts:

1. I had a Müller Mix yogurt for breakfast. Today’s choice: India. Delicious!;
2. This afternoon, I’m going to take the first step towards several new ideas I’d like to develop over the next months. I’m going to meet other professionals to talk those projects over; and
3. I’m still enjoying the great feeling coming from the good time I spent last weekend. I met a bunch of new, funny, interesting people and I also went shopping. What else? 😀

I challenge Clara and Sofia to list 3 positive things a day for 7 days, inviting at least one person each day to do the same.
Have a great day, girls! xx

“3. Day 3 of positive things:

1. Finally, this morning, the postman brought me a wonderful gift I bought for myself: Balance Your Words. Stepping in the translation industry (written and designed by my colleague Sara Colombo). I’m very curious and I can’t wait to start reading it. A big thank you to the lovely translator Valentina for her suggestion. I followed your advice! ;
2. I’ve just reconnected to my WiFi, which is a very good thing. I need the Internet to carry out research, but the connection is unstable. I’m already planning what to do in case I can’t retrieve it later. #nevermissaminute ; and
3. I’m having a cup of coffee in my #rainycup, and the smiley mascot printed on it makes me feel very happy.

As I mentioned you in my post, I challenge my e-friends Sara, Valentina and Valeria to list 3 positive things a day for 7 days, inviting at least one person each day to do the same.

“4. Day 4 of positive things:

1. This morning, my friend (and colleague) Sara and I received a new little translation assignment to complete by tomorrow morning. It was totally unexpected, because we were told by the client that there wasn’t any assignment ready for us. I’m going to proofread my part of the job, so it will be ready for the double-checking tomorrow ;
2. In the afternoon I took my sister Miriam shopping at the mall. We always have a lot of fun together. I do love to spend time with her (and she’s got a great taste in fashion. Indeed, she is my personal shopper) ; and
3. Since I love singing, I’d like to record a new cover song that I will upload on my online soundcloud channel. I hope to find some time for doing it.

As I promised (actually it looked like a threat, I’m sorry! ), I challenge my e-friends Emeline to list 3 positive things a day for 7 days, inviting at least one person each day to do the same.

“5. (Belated) Day 5 of positive things:

1. Received a phone call from one of my client for an urgent translation assignment and then lost it in 2 minutes (I’d just like to stress that it wasn’t my fault). Sounds like I broke my record! Last time it happened in about 30 minutes. XD *shit happens*;
2. The client has just sent an email closing it with “Happy weekend!” 😥 ; and
3. I’m going to carve out time to do my mani. I love nail polish!

I challenge my colleagues Jessica and Judit to list 3 positive things a day for 7 days, inviting at least one person each day to do the same. Enjoy the game!

“6. and 7. Day 6 and 7 of positive things:

1. I want to thank Brenda. She passed the baton to me, so I could start writing down my positives. I’m closing this challenge writing about her, and this is emblematic of the great circle of life. Thank you hun for helping me, and thank you so much for your words and support. I hope this could be the beginning of something bigger for both of us. ;
2. Today is Saint Julian’s Day. I went to the typical local Fair with my dear friend Marzia and I wandered about the stands, looking for something to buy (shopaholic mode ON), but the rain poured down on us so we went home earlier than expected; and
3. I feel lucky. Listing all these positive things I’ve found out I have a lot to smile about. I’m putting a lot of efforts in what I love the most, trying to achieve the goals I set for myself. I’m surrounded by wonderful people: my parents, my sister, my family, my partner, and my friends. Plus, I’m grateful for the support I get from my [new and long standing] colleagues and e-friends. I promise I’ll do my best. #keepgoing

Lastly, I want to finish the challenge asking my friend Fatima to list 3 positive things a day for 7 days, inviting at least one person each day to do the same. Love you, hun. Enjoy the game!”

I’m sure we all have something to be thankful for and people who believe in us and our talents. When we feel hopeless, we should just accept the challenge and redo the list. The answers to all our questions are inside ourselves. We just have to read them.

Good night!

~Chiara

• August •

HELLO AUGUST! Welcome back!
HELLO AUGUST! Welcome back!

Today is 1st August. A brand new month has started today, so I have 31 days to plan, create, change something (or everything) in my life.

I’m still working on my brand and the services I want to share with all the people who follow me on social media and through the Internet. These people are *YOU*.

I want to thank you all for being there. You have the power to make a normal day be awesome. You give me the energy to pursue this amazing career I chose for myself. Freelancing is hard work, but I’m putting all my efforts into studying and practicing. I hope to succeed as a freelance translator.

I’m surrounded by the most fabulous professionals in the world. I hope I won’t disappoint you. 🙂

I’m going to keep going. I’ll do my best, I promise.

 

~Chiara