Tradurre o non tradurre? 7 dritte per orientarsi

Qualche considerazione per chi si affaccia sul magico e mistico mestiere del traduttore. Testate la vostra aspirazione leggendo questi preziosi 7 punti collezionati da Eleonora (e sua cugina).
Buona lettura!

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Sarà questione di attenzione selettiva o uno degli effetti collaterali del blog, ma ultimamente mi capita spesso di ricevere, o leggere nei gruppi di traduzione che frequento, messaggi di aspiranti traduttori che chiedono informazioni su questa professione. È sicuramente un bellissimo segnale, perché significa che questo settore è vivo, esercita ancora un certo fascino nonostante tutto, e stimola giovani menti avide di informazioni e suggerimenti per intraprendere questa long and winding (but very panoramic!) road.  Ma gli aspiranti sanno davvero a cosa vanno incontro? Hanno idea di cosa significhi fare questo mestiere? E queste idee sono chiare o ancora comprensibilmente confuse? Forse quello che serve è un po’ di orientamento… così ho pensato di scrivere un post tutto dedicato ai più giovani, basato sulla mia esperienza e su quella di traduttori conoscenti (d’ora in avanti “mia cugina”) per provare a dare una risposta alle domande che viaggiano nell’etere.

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Per…

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• Moving to my website… First step: a blog series •

Hey followers!

Guess who’s still alive! Yes, yours truly. 🙂
I’m here to announce that I’m moving to my website One Sec Translations with a brand new blog.
I’m celebrating with you this new adventure by launching my own blog series.

Are you curious?
Follow the link —> Guess who comes… for a coffee break?

I’ll be waiting for you.

🙂

~Cee

• #ProZCCA: Community Choice Awards 2015 hosted by ProZ •

Good morning, followers! Happy Sunday! 🙂
It’s been a long time since my last post – I know, I’m sorry! But, I’m juggling a lot lately, and I’m working on some new exciting projects that I’m going to unveil in a couple of months. I’m still working on my website (One Sec Translations), which you can visit and surf; but, I want to personalise it a little bit more, so I’m taking care of the latest details.

Besides, I’m arranging my business and networking trips to Bordeaux and Pisa (in September and October, respectively), so I’m trying to be active on many, different sides so that I’ll be ready to leave without freaking out! 😀
I’ll write something for you about it in a specific post on the topic. 🙂

Yet, although I didn’t make it at the Language Lover Contest 2015 hosted by Bab.la, it doesn’t mean I don’t have to give it another try by taking the chance to participate in the Community Choice Awards 2015 hosted by ProZ.

COMMUNITY CHOICE AWARDS 2015

The ProZ website says:

The ProZ.com community choice awards are hosted by ProZ.com annually to provide another means for the ProZ.com community to publicly recognize language professionals who are active, influential or otherwise outstanding in various media throughout the industry. Nominations, voting, and winners are determined entirely by the ProZ.com community.
Here’s how it works: the contest has a simple structure of nominations, voting, and announcement of winners. Members of the ProZ.com community are asked to submit their nominations in various categories. Nominees who receive a certain number of nominations move to the voting stage. Winners are determined purely through numbers of votes cast by the ProZ.com community.
There are two main categories: Translation-related and Interpretation-related. Within these categories are various sub-categories such as “best blog”, “best website”, “best trainer”, “best conference speaker”, etc.

Nominations are still being accepted. You can submit your nominations through August 18th following this web address >>> http://www.proz.com/community-choice-awards/nominations

If you like to spread the word on Twitter or other social media, you can use the hashtag #ProZCCA

If you feel like supporting me, you can fill in the blank spaces with my accounts and relating links as follows:

1. Blog
Claire’s Adventures in Translation, https://onesectranslation.wordpress.com
2. Website
One Sec Translations, https://www.onesec-translations.com
3. Twitter
Chiara Bartolozzi @OneSec_ts, https://twitter.com/OneSec_ts
4. Facebook Page
One Sec Translations, https://www.facebook.com/OnesecTranslationService
7. Other social media
Pinterest: Chiara One Sec (@chiaraonesec), https://it.pinterest.com/chiaraonesec/
Instagram: One Sec Translations (@onesectranslations), https://instagram.com/onesectranslations/
14. Blog post
Guest post: “Connecting with people” – The Importance of being Honest >>> http://caroltranslation.com/2015/03/03/guest-post-connecting-with-people/ (appeared on Caroline Alberoni‘s blog)
15. ProZ.com profile
Chiara Bartolozzi (One Sec Translations)http://www.proz.com/profile/1744283

You can also provide nominations for the other subcategories and nominate interpretation-related users.

You can fill in the blanks by writing as many names as you like; just choose the related category or subcategory and nominate your favourite people. Filling in all the spaces is not compulsory, so if you don’t have any nominees, just leave a blank space.

Thanks in advance for your support! 🙂
And have a look around, because many translators/interpreters/linguists are willing to take part in the competition!

Good luck, everyone!

~Chiara

Butterfly: una passeggiata lungo le sponde dello Yangtze (con Julie O’Yang)

Salve a tutti miei cari follower!

Oggi vorrei presentarvi Julie O’Yang, autrice del romanzo in lingua inglese Butterfly. Alla fine del 2014, ho avuto il piacere di partecipare al progetto di pubblicazione della versione in lingua italiana del libro, collaborando come revisore del lavoro di traduzione svolto dallabio” collega Sonia Lo Conte (visitate la sua pagina “Words Abroad“).

Lascio la parola a Sonia che ha selezionato alcune delle interviste più significative fatte all’autrice di cui ha tradotto alcune domande e risposte per accompagnarci in una passeggiata lungo le sponde dello Yangtze.

Buona lettura!


Green morning a tutti!

Innanzitutto, vorrei ringraziare la collega Chiara Bartolozzi per lo spazio concessomi sul suo blog. Io e Chiara abbiamo collaborato alla traduzione di Butterfly, un romanzo di Julie O’Yang e oggi vorrei presentarvi questa eclettica autrice dalla fervida immaginazione.

Scrittrice, sceneggiatrice e artista visiva, Julie O’Yang nasce a Kunming, in Cina. Giunta nel vecchio continente negli anni ’90, ha trascorso gli ultimi decenni della sua vita viaggiando tra Europa e Giappone, studiando a Londra, all’università di Leiden (Olanda), a Tokyo e a Nagasaki. Oggi risiede in Olanda.

Il suo ultimo romanzo, Butterfly – il primo scritto in inglese – ha riscosso un immediato successo a livello mondiale, nonché tra recensori letterari e critici di tutto il mondo. Conosciamola meglio!

Il libro: Butterfly
Il libro: Butterfly

 

D: Ciao Julie! Dunque, sei nata in Cina e hai studiato a Londra… come sei finita in Olanda?
R: Oh Dio… mia madre mi ha chiamata “acqua cosmica”. Acqua è il mio nome; riscopro questo elemento purificatore nella mia vita ogni giorno di più. Il mio romanzo parla dello Yangtze, il fiume più lungo della Cina. Penso proprio che il mio destino abbia seguito la corrente e si sia poi fermato nei Paesi Bassi. Non assomiglia ad una specie di giustizia poetica? È come se le nostre vite, su questa terra, fossero migliaia di fiumi che cantano…

 

D: Tu sei un’artista visiva, oltre che scrittrice… Una forma d’arte ispira l’altra?
R: Credo che ogni forma d’arte consista nel trovare un luogo interiore in cui vi sia gioia, e per me la gioia si esprime attraverso l’inchiostro su uno schermo, sulla carta o su una tela. Tengo sempre una penna sotto il cuscino. A volte, quando mi sveglio nel cuore della notte e ho bisogno di scrivere qualcosa, la prendo e scrivo appunti sulla mia pelle: parole, segni, spezzoni che mi vengono in mente. Devo farlo o non riesco a dormire.

 

D: Cosa o chi ti ha ispirato? Uno o più scrittori in particolare?
R: Penso d’essere nata con una tastiera in mano! Non ho preferenze. Leggo qualunque cosa, anche uno scarabocchio. Trovo ispirazione in ogni cosa: me stessa, la gente, le foglie, i polli, le folli muse ispiratrici, la polvere…

 

D: In quale lingua ti senti più a tuo agio come scrittrice?
R: Cerco solo di essere pratica. Scrivo in olandese, ma è una lingua parlata da poche persone. In cinese vengo censurata. L’inglese è la lingua che amo di più. Sogno di aver vissuto in Britannia nel XVIII secolo, l’epoca dei Lumi, del Terrore e del Romanticismo…

 

D: Di cosa parla Butterfly?
R: Butterfly è una storia d’amore tra una donna cinese sposata e un giovane soldato giapponese. I loro destini s’intrecciano in una favola moderna, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. Parla di confini proibiti da oltrepassare, di sesso, del male e della speranza.

 

D: I lettori occidentali condividono una coscienza collettiva di racconti popolari e favole… Butterfly si è ispirato a qualche particolare racconto Cinese o Giapponese della tua infanzia?
R: Ho tratto ispirazione dalla storia di Zhuangzi: “Zhuangzi ha sognato di essere una farfalla svolazzante nel cielo; poi si è svegliato. Ora si domanda: Sono un uomo che ha sognato di essere una farfalla o sono una farfalla che sogna di essere un uomo”. Questo è un antico racconto cinese del IV secolo a.C.. Credo che Zhuangzi abbia dato vita al mio libro. Ad un certo punto ho anche creduto di essere lui.

 

D: Magico realismo, sensualità e storia si mescolano in questo splendido intreccio amoroso. Il romanzo è permeato dai temi della colpa, della vergogna, della passione, della trasformazione, della guerra e del perdono. Da cosa trai ispirazione? Cosa vorresti che rimanesse ai lettori dopo aver letto il tuo romanzo?
R: Se non fosse per la speranza, il nostro cuore andrebbe in pezzi. Sì, la speranza è un sogno ad occhi aperti. Buddha ha detto che migliaia di candele possono essere accese da una singola candela. Come scrittrice, penso che il mio lavoro sia intrattenere i giovani, curare i malati, tenere compagnia a chi è solo. Il nostro è un mondo di solitudine pieno di gente, e di giovani e bambini malati e poveri. Io vorrei condividere la mia gioia con loro, significare qualcosa per loro, piantare qualcosa nella loro anima. Soprattutto, penso di voler dire ciò che non si può dire, raccontare favole mai raccontate: desidero toccare i tabù.
La scrittura mi ha trasformata; alla fine, sono diventata una farfalla e ho sentito di essere superiore alle sofferenze umane di cui ho scritto.

 

D: Per me, una delle scene più forti e liberatorie è stata quando Butterfly decide di “uccidere senza uccidere”. La sua capacità di perdonare è in netto contrasto alla totale mancanza di misericordia del marito. Parlami della scena che riecheggia maggiormente in te.
R: È una domanda difficile, perché tutte le scene del mio romanzo devono riecheggiare in me, altrimenti perderei interesse nel raccontarle. Due sono le cose che mi divertono di più quando scrivo, tre in realtà. Primo, raccontare una storia imprevedibile. Secondo, AMO scrivere dialoghi, perché sono parole che danno voce alle azioni. Terzo, mi piace fare una battuta ogni volta che posso.

Ti leggo un pezzo del romanzo in cui sono presenti queste tre cose. Il mio protagonista maschile, il dottor Reigan, sta cercando di scoprire chi sia la sua paziente misteriosa, da dove venga…

***

 

— Posso raccontarti una storia, Dottore?

— Non ho dubbi che tu possa! Sono aperto a ogni evenienza, assicurati di correre dei rischi.

— Ho rubato questo. È abbastanza rischioso per te?

— Rubato a chi?

— L’acquario che mi hai portato.

Solleva l’indice affusolato e lo punta verso lo schermo del televisore. Per un attimo gli torna in mente l’immagine della mano di Alice, le sue dita che fioriscono in un’elegante orchidea sul suo membro.

Reigan si schiarisce la gola: — L’acquario? Parlamene.

— Hai notato che ho smesso di balbettare, Dottore? Ecco com’è accaduto. Dopo che te ne sei andato, non riuscivo a dormire. Allora, ho acceso l’acquario che è diventato un oceano immenso.

— Il canale del National Geographic. È anche il mio preferito quando soffro d’insonnia. Adatti il tuo ritmo a quello della natura, la cui saggezza è la pazienza. Funziona meglio delle pillole per dormire. Il sonno è l’arte della pazienza.

— Dunque, stavo guardando l’oceano, un enigmatico mosaico di esseri viventi. Poi all’improvviso, ho sentito una voce. Ho ascoltato la storia raccontata da una testuggine marina su un viaggio straordinario, attraverso l’oceano, per deporre le uova.

— Cosa vuoi dire con: raccontata?

— Sì, l’oceano ha il proprio linguaggio. E sì, lo capisco. Ma gli esseri umani? No. Gli esseri umani non capiscono nulla, non è così?

Sorride con un sorriso lascivo.

— La tartaruga di mare ha raccontato la storia a se stessa, perché quello è il suo modo per tenere la mente concentrata sul suo obbiettivo lontano 11.000 chilometri, una distanza che percorrerà in 99 giorni. Un record mondiale. Soprattutto, ogni giorno deve trovare del cibo e non è un’impresa facile. Molto spesso, deve nutrirsi di racconti per placare la fame e ha bisogno di sorprese. È una vera viaggiatrice e in fondo, una vera cantastorie. Ricorda le favole più vecchie e più strane raccontate sugli abissi, con la libertà selvaggia aborrita dalla gente.

— Perché aborrita?

— Lo sai il motivo, Dottore. La paura è un’abitudine della gente, la libertà è una dipendenza della mente. Due bisogni in opposizione, ecco perché la maggior parte di noi finisce col vivere una vita noiosa; poiché nessuno vuole essere considerato un drogato. Bene, allora ecco l’allegoria che ho origliato prima.

— Nel ventre del mare, c’è un lago che cambia colore. È un luogo venerato da tutte le creature marine, uno degli ultimi luoghi antichi che dà rifugio ad arcaici mostri, draghi, pescecani godzilla, orde di meduse urlatrici e chi sa cos’altro. Qui gli esseri spaventosi fanno il bagno tra onde delicate, solo talvolta la gente a riva li scorge: la punta di una coda, una chela spaventosa o qualche curiosa sfumatura sulla superficie dell’acqua incolore. Tuttavia, la gente che ha capito che sta accadendo qualcosa, non ha la minima idea che sotto il lago, dove i mostri gironzolano e spiano le loro vite, una volta c’era una città. Qui è dove T. V. O. è vissuta per milioni di anni.

— Tè Verde Orientale?

— No, è T.V.O. Tutta la Verità dell’Oceano. Il Dio dell’immortalità, il genio che vive nell’oscurità abissale. Nel cuore della notte, brandelli di voce si levano dallo strato di ceneri vulcaniche nel mare più profondo. Parole, gorgoglii e risolini, come se qualcuno stesse ridendo in modo perverso o annegando. Poi, un giorno, arrivò un pittore sulla riva. Alloggiava in una locanda. Ogni mattina, dopo colazione, la gente lo vedeva andare verso il mare per una nuotatina. Rimaneva in acqua molte ore. Dopo un po’, la gente iniziò a credere che il pittore fosse venuto a osservare i mostri per dipingerli.

— Un tardo pomeriggio, il sole stava tramontando come sempre; il mare era calmo come al solito. Ma tutto d’un tratto il tempo cambiò. Il mare divenne scurissimo come la notte di un uomo cieco. Eppure, a riva, tutto sembrava calmo e pacifico. Non c’era un filo di vento, era quel genere di paesaggio marino assorto, come poco prima di un tifone. Il pittore sentì un irrefrenabile stato d’ansia dentro di sé; non che avesse paura delle tempeste. Amava l’inutile passione selvaggia e distruttiva. Era irrequieto perché il locandiere, al mattino, gli aveva detto che il mare si era preso molte vite negli ultimi giorni, tutti eccellenti nuotatori come lui. Subito, pensò di aver udito qualcosa urlare, qualcosa intrappolata nelle viscere dell’oscurità. Forse un’idea imprigionata, non perduta, ma neppure libera; rifletté il pittore mentre tornava a riva. Incerto se andare o restare, si attardò. In quel momento, vide con la coda dell’occhio una figura informe che risaliva in superficie. Non era né piccola né grande. Era com’era: informe. E portava qualcosa sulle spalle o stava trasportando se stessa ferita, un peso senza peso? Si voltò per guardarla negli occhi, quando la figura senza forma si scaraventò nella sua direzione, scagliandosi in aria come una freccia bagnata. Chiuse gli occhi e aspettò. Non accadde nulla. Dopo un attimo, aprì gli occhi giusto in tempo per vedere di sfuggita un’ombra informe scomparire nel tramonto, lasciando un’elegante scia d’impronte nella sabbia.

— Scoprì cos’era?

— No.

— Ascolta, Cho Cho san, devo visitare gli altri miei pazienti. Domani alla stessa ora? — Dipendente senza speranza; la dipendenza è qualcosa che Reigan dovrebbe conoscere.

— Aveva gli occhi scuri Sheng che non era Sheng? Butta lì, mentre si prepara ad andarsene.

— Sii paziente, Dottore. Hai parlato della pazienza.

— Ok, quindi?

— Occhi marrone scuro, luminosi capelli lisci, così neri da sembrare blu. Non sembrava un soldato.

— Un soldato? Non ricordo che tu abbia detto fosse un soldato.

— Va’, dottor Reigan. Il tempismo è tutto. Devo riposare, questo tempo mi fa venire sonno. Riesco appena ad attendere l’arrivo della tempesta.

 

***

D: Verso la fine del romanzo, gli amanti decidono di incontrarsi, un giorno, a Taliesin, nel Wisconsin. Perché hai scelto la casa di Frank Lloyd Wright per questo incontro?
R: Nel romanzo, due universi paralleli stanno viaggiando uno accanto all’altro. La simmetria è lo strumento chiave della narrazione. Due mondi che si specchiano. Ho deliberatamente diviso il libro in due parti, le quali hanno una trama simile, costruita attorno a due stanze d’ospedale con gli stessi personaggi. All’inizio della storia, la mia eroina trova una casa abbandonata. L’abitazione che si trova sulle sponde curve del fiume Yangtze trova inevitabilmente eco dall’altra parte del mondo, ovvero il progetto architettonico di Frank Lloyd, su una splendida altura vicino a una cascata. Entrambe le case hanno un tetto rosa, con muri bianchi come una pagina vuota in attesa di essere scritta… Taliesin, Spring Green, nel Wisconsin. Sembra una canzone, vero? Sappiamo che sono avvenuti terribili omicidi nella villa di Frank Lloyd. In un certo senso, il mio romanzo è “ghigliottinato” in due parti. Un ricordo non è mai solo, questi sono ricordi moltiplicati nelle “scaglie” della pelle della mia eroina. È una donna-pesce.

 

D: Il dottor Reigan, il protagonista maschile, sembra stia avendo una crisi esistenziale che si risolve man mano che si arriva al termine del romanzo. Alla fine, cosa lo salva?
R: Direi i ricordi. La Cina è guidata da una spettacolare forma di amnesia.

 

D: Ho notato che il tuo libro non è disponibile in Cina… Quale consiglio daresti ai giovani scrittori che vivono oggi nel tuo paese?
R: Create castelli, prigioni, cieli e soli. Andate a cercarli nella vita reale!

 

D: La cosa migliore nella tua vita oggi?
R: Fare ciò che voglio ogni giorno, cosa che a molti potrebbe suonare noiosa. Sono legata alla scrivania. Sono una scrittrice. A volte dipingo anche, o mi occupo di illustrazioni. Mi diverte lavorare con i colori e sporcarmi le mani.

 

D: Grazie per il tuo tempo Julie. In bocca al lupo per il tuo libro.

L'autrice Julie O'Yang
L’autrice Julie O’Yang

Grazie Sonia per averci permesso di addentrarci un po’ di più nella magica atmosfera creata da Julie nel suo meraviglioso romanzo.
Speriamo di avervi un po’ incuriosito e anche divertito.

Di seguito alcuni link utili.

Potete acquistare il libro qui

–> Amazonhttp://www.amazon.it/Butterfly-Un-Romanzo-Julie-Oyang-ebook/dp/B00S5XWQSS

–> Kobobookshttps://store.kobobooks.com/it-IT/ebook/butterfly-un-romanzo-di-julie-o-yang

Interviste originali: 

https://julieoyang.wordpress.com/2012/03/16/interview-with-julie-oyang/

http://www.lelivro.com/blog/?p=461

http://www.gokunming.com/en/blog/item/1977/interview_julie_oyang

Guest post: Connecting with people

A heartfelt thank you to my e-friend and colleague Caroline who gave me the chance to write my very first guest post.
Enjoy the reading! 🙂

Carol's Adventures in Translation

Tuesday is the international day of guest posts here on the blog, so here we are with another brilliant guest, Chiara Bartolozzi, Italian translator living in Macerata.

Welcome, Chiara!

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The importance of being Honest

First of all, thank you Caroline for having me. It’s both a pleasure and a honour, because it’s the very first time I have been asked to write something for a colleague. So, THANK YOU SO MUCH for this opportunity. It means a lot to me. I hope that I chose to make a speech on a topic of great relevance to our careers.

I want to spread a positive message among people like us. It’s sort of a mission. I like to think about it as a path I have to walk on to achieve something bigger.

When I started working as a translator, around eight years ago, I didn’t know what my purpose was…

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▶ New Year’s Resolutions: What I expect from myself in 2015

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So… Here we are!

I told you in one of my last post that I was going to write down my 2015 resolutions.

 

Every year I find it harder, because I know that I would like to achieve, learn, gain, discover, live more and more than I can get eventually. However, life is strange and, sometimes, we just get what we deserve. Somebody calls it “destiny”, somebody calls it “luck”. As far as I’m concerned, I just think we should be just call it only “life”, because both in good times and bad times there’s something new to discover, which will lead  us to know ourselves better. Life teaches us how to proceed.

So, I’m very grateful for the bunch of lessons taught by experience, people I met, challenges I lost and meaningful goals I achieved. I’ve been living my 2014 trying to do my best.

Firstly, I set some goals. Indeed, I wanted to write more on my blog, so I gave it a try. My blog was very sad and I didn’t know who to properly use it or how to manage it. Now, there are a lot of people landing here every day, people who give me good advice on writing and freelancing. It’s a sharing place, I like it! It was a little goal to achieve, but it was my starting point.

I also started to use social media; I learnt a lot about timing, audience, hashtags, topics, how to catch up with your followers and so on. It has been a great experience and I want to take it with me to 2015.

I restyled my brand thanks to my friend Alice (she’s a graphic designer). We discussed and we argued, of course. I won’t lie. There were ups and downs; it wasn’t an easy journey, because, working together with friends, sometimes you feel like you can’t be completely honest. You think you may hurt them somehow, even if you know that work comes first and your friendship is put aside. We completed the new logo, which I showed you in April. We are getting late for publishing the complete version of the website, but technical issues arose. It’s a pity, but we are going to fix it. Stay tuned!

I attended some webinars and online courses, as I wanted to go deep into different topics. It was good, because you can share opinions with other attendees, and the teachers are very pleased to answer all your questions anytime. I met reliable professionals this way.

I lost two clients. I know it’s not my fault. I mean, that’s life! (As I said…) The contract expired and it wasn’t renewed. It was a one-year collaboration and each business has its rules. I fulfilled my tasks in full and they were satisfied of my job, of course. I’m not sad, because I felt scared at the very beginning. I thought I wasn’t good enough to handle such a big project, but I overcame my fear and I worked with passion: another goal achieved.

That said, I’m very proud of my 2014. I wish I could spend the forthcoming year improving my skills and shaping my professional path (and shaping myself accordingly).

Here’s my list of New Year’s Resolutions : 

▷ To trust my gut and be more confident;

▷ To finish reading all the books I bought as Christmas gifts. They are written by my colleagues, so I do need to save time to finish them and write a little review;

▷ To improve my writing skills;

▷ To enhance my brand by completing the website and marketing more;

▷ To write a good business plan (with a little help from my friends/colleagues);

▷ To attend the courses I already scheduled;

▷ To attend a translation conference or even a single event for translators;

▷ To find new clients by promoting my professional services, applying the “secrets” I’ve been learning so far;

▷ To save time regularly to help my friends, followers and colleagues, being available for suggestions and chatting;

▷  To put myself first, because I need to focus on what I want to become and achieve. I won’t let anyone steal my progress to realise their plans. I pictured my professional future in my mind, I’m working hard to make it real. I won’t give up!;

▷  To stop worrying about tiny, silly things like a missed call or answer. Everything has its time. I need to take mine!;

▷ To keep on training both my mind and body. I love to work out: it helps me concentrate and release stress staying healthy.

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Destination Future
 Image credit: http://www.iavvocato.eu/wp-content/uploads/2013/07/The-future-net-exit.jpg

These are my resolutions.
The projection of what lies in my head and I would like to accomplish in 2015.

What about you?
What do you think about your future? 

Have you already written down your list?
How do you see yourselves in the next 12 months?

Drop me a line if you want, we could share some thoughts about it! 😉

 Wishing you a wonderful New Year’s Eve celebration and a lively start to the New Year!

 

See you in 2015!

 

xx

 ~Chiara

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