[Repost] 4 Good Reasons Why People Say “I Could Care Less” (by Arika Okrent)

4 Good Reasons Why People Say ‚ÄúI Could Care Less‚ÄĚ

filed under: language, linguistics
IMAGE CREDIT:
THINKSTOCK

March 4th: It‚Äôs not only a date, it‚Äôs an imperative (march forth!). Since 2008 it has also been National Grammar Day, a holiday conceived by Martha Brockenbrough of the¬†Society for the Promotion of Good Grammar. Rather than use the occasion as a chance to go around correcting mistakes or teaching the finer points of usage (plenty of other people have those beats covered), I like to take the opportunity to focus on the sometimes weird and wonderful things that languages do (or that people do with languages). Last year I had fun with¬†7 Sentences That Sound Crazy But Are Still Grammatical. This year I‚Äôd like to go over a few good reasons why people say, ‚ÄúI could care less.‚ÄĚ The list does not include ‚Äúbecause they‚Äôre stupid and have no idea how logic works.‚ÄĚ It turns out, there are a number of things about English that conspire to make ‚ÄúI could care less‚ÄĚ a less irrational phrase than it might seem.

1. SARCASM

A number of language writers have suggested that ‚Äúcould care less‚ÄĚ has a sarcastic reading, conveying something like ‚ÄúHa! As if there were something in the world I could care less about.‚ÄĚ There are some American Yiddish-inflected phrases that work this way, like ‚ÄúI should be so lucky!‚ÄĚ (meaning ‚Äúthere‚Äôs no way I‚Äôm ever gonna be that lucky‚ÄĚ) or ‚ÄúI should care!‚ÄĚ (why should I care?). Even if ‚Äúcould care less‚ÄĚ didn‚Äôt originate from a sarcastic intent, it matches up well enough with these other forms in the language to help give it staying power.

2. POSITIVE/NEGATIVE PHRASE PAIRS

Why use ‚Äúcould care less‚ÄĚ if we also have ‚Äúcouldn‚Äôt care less‚ÄĚ? There are other pairs of phrases in English about which you could ask the same question. Why say ‚Äúthat will teach you to leave your car unlocked‚ÄĚ when you really mean ‚Äúthat will teach you not to leave your car unlocked.‚ÄĚ Some other phrases that can mean the same thing with or without the negation:

You know squat about that. You don’t know squat about that.

I wonder whether we can make that work. I wonder whether we can’t make that work.

You shouldn’t go, I think. You shouldn’t go, I don’t think.

I can hardly wait. I can’t hardly wait.

Again, there‚Äôs an existing framework that helps ‚Äúcould care less‚ÄĚ blend right in.

3. IMPLIED COMPARISON

Evidence for the use of ‚Äúcould care less‚ÄĚ goes back to 1955, with ‚Äúcouldn‚Äôt care less‚ÄĚ appearing only about¬†10 years before that.¬†But long before that the phrase ‚ÄúNo one could care less than I‚ÄĚ was in use. Think about how you might respond to such a phrase in a certain type of conversation. ‚ÄúI‚Äôve never been so insulted in my life! How dare they imply such a thing! No one could care less for the trappings of fame than I!‚ÄĚ

‚ÄúI could, darling. I could care less.‚ÄĚ

The rest of the comparison, ‚Äúthan you,‚ÄĚ is left understood. Perhaps ‚ÄúI could care less‚ÄĚ also carries a shadow of the original phrase and a hidden comparison. ‚ÄúI could care less ‚Ķ than anyone.‚ÄĚ

4. IDIOMS DON’T CARE ABOUT LOGIC

People might not have any thought of sarcasm, positive/negative phrase pairs, or implied comparison when they use ‚ÄúI could care less,‚ÄĚ but when they use it, it‚Äôs as a set idiom, something they‚Äôve heard before and learned as a unit. We have plenty of idioms that serve us perfectly well, despite the gaps in logic that appear if you look at them too closely. Consider ‚Äúhead over heels‚ÄĚ (shouldn‚Äôt it be heels over head?) or ‚Äúhave your cake and eat it too?‚ÄĚ (shouldn‚Äôt it be eat your cake and have it too?) or ‚Äúthe exception proves the rule‚ÄĚ (shouldn‚Äôt it be the exception invalidates the rule?). There are reasons these idioms developed the way they did, but we don‚Äôt have to know anything about those reasons, or the original meanings, to use them perfectly sensibly. Same goes for ‚ÄúI could care less,‚ÄĚ which people only ever use to mean ‚ÄúI couldn‚Äôt care less,‚ÄĚ never the opposite. It doesn‚Äôt cause legitimate confusion, though it does cause quite a bit of consternation. In any case, it‚Äôs here to stay.

For more on ‚Äúcould care less‚ÄĚ see the collection of links on this topic at¬†LanguageLog, columns by Jan Freeman at¬†Boston Globe, John McIntyre at the¬†Baltimore Sun, and Ben Zimmer at¬†Visual Thesaurus, and the snappy overview by Bill Walsh in¬†Yes, I Could Care Less: How to Be a Language Snob Without Being a Jerk.

March 4, 2014 – 11:00am

Linguist, author of In the Land of Invented Languages, lives in Philadelphia, talks with a Chicago accent.

Treccani: Italianismi in inglese: una storia infinita?

ITALIANISMI IN INGLESE: UNA STORIA INFINITA?

di Giovanni Iamartino*

Stupore e pregiudizio

‚ÄúInglese italianato, diavolo incarnato!‚ÄĚ: ai molti insofferenti per la presenza, a proposito e a sproposito, di parole inglesi nell‚Äôitaliano di oggi, forse non dispiacer√† sapere che questo proverbio circolava tra i sudditi della regina Elisabetta Tudor ‚Äď siamo nel secondo Cinquecento ‚Äď per biasimare quei compatrioti che, non solo studiavano e facevano sfoggio della propria conoscenza della lingua italiana, ma si atteggiavano a imitatori del modello italiano nel comportamento e nella moda, nella letteratura e nella pittura, nelle pratiche commerciali e nell‚Äôarte di maneggiare la spada.
Si può quindi dire che, in un certo senso, questo proverbio riassuma in sé l’atteggiamento mentale che, non solo a quel tempo ma da allora in poi, ha caratterizzato il modo anglosassone di guardare all’Italia e alle cose italiane: ammirazione e disprezzo, accettazione e rifiuto, stupore e pregiudizio al tempo stesso.
Di tutto questo si trova ampia traccia ripercorrendo la storia dei rapporti anglo-italiani, che √® fatta di commerci, di libri, di viaggi e ‚Äď come non potrebbe essere diversamente? ‚Äď di parole. In quanto segue sfoglieremo insieme le pagine di un ideale dizionario di parole italiane che, nel corso dei secoli, sono entrate nella lingua inglese, arricchendone il lessico e le possibilit√† espressive. Il peso di questo dizionario non riuscir√† forse a raddrizzare quella bilancia che, sull‚Äôaltro piatto, ha il gran numero di anglicismi in italiano; tuttavia, ci renderemo conto di non essere solo debitori e che, in ogni contatto tra lingue diverse (cos√¨ come tra gli esseri umani) il dare si accompagna sempre al prendere, e viceversa.

Commerci in Lombard Street

Dare e prendere parole, dunque: un traffico, un commercio, che √® una metafora appropriata, visto che i primissimi prestiti lessicali italiani nella lingua inglese sono d‚Äôambito economico e finanziario: innanzitutto,¬†LOMBARD¬†oLOMBART, che viene usato nel Trecento in inglese con il generico significato di ‚Äėcommerciante‚Äô (e ancora oggi c‚Äô√® a Londra una Lombard Street); ma poi anche¬†DUCAT, con riferimento a quel primo¬†ducato¬†d‚Äôoro voluto nel 1284 dal doge veneziano Giovanni Dandolo, moneta tanto nota e pregiata che il massimo poeta dell‚ÄôInghilterra medievale, Geoffrey Chaucer, pu√≤ magnificare la Casa della Fama del suo omonimo poema affermando che essa √® tutta rivestita d‚Äôoro ‚ÄúAs fyn as ducat in Venyse‚ÄĚ. E sempre Chaucer, funzionario di corte prima che eccelso poeta, trova nelle sue missioni commerciali e diplomatiche in Italia l‚Äôoccasione per leggere le opere di Dante, Petrarca e Boccaccio e per proporre nelle proprie composizioni poetiche degli italianismi, come ad esempio ‚ÄúPOEPLISSH¬†appetit‚ÄĚ che riproduce ‚Äúappetito popolesco‚ÄĚ dal¬†Filostrato¬†di Boccaccio. Se questo prestito non sopravvive in inglese, resteranno altri termini economici e commerciali, che vi entrano in quest‚Äôepoca dall‚Äôitaliano anche se vengono attestati pi√Ļ tardi, e spesso attraverso la mediazione del francese: √® il caso di¬†BANK,¬†BANKRUPT,¬†CASH, e¬†RISK¬†che risalgono, in ultima istanza, all‚Äôitaliano¬†banca¬†o¬†banco,¬†bancarotta,¬†cassa¬†e¬†rischio.

Un Rinascimento da restare di stucco 

Come si diceva all‚Äôinizio, la situazione muta radicalmente ‚Äď per quantit√† e qualit√† degli italianismi in inglese ‚Äď passando dal medioevo all‚Äôepoca moderna quando, nella seconda met√† del Cinquecento, il Rinascimento italiano raggiunge l‚ÄôInghilterra. Attraverso lo studio della lingua italiana i gentiluomini e i cortigiani inglesi intendono accostare una civilt√† superiore e realizzare l‚Äôideale di perfezione dell‚Äôuomo rinascimentale, cosicch√© l‚Äôinflusso linguistico √® strettamente connesso a quello letterario e culturale, ed √® facile esemplificare la presenza in inglese di italianismi negli ambiti dove l‚ÄôItalia rinascimentale costituisce modello di eccellenza:

  • dal campo delle arti figurative e dell‚Äôarchitettura,¬†GESSO,¬†STUCCO,¬†CUPOLA,¬†DUOMO,¬†BELVEDERE¬†e¬†PIAZZA;
  • dal campo della poesia, del canto e della musica,¬†CANTO,¬†MADRIGAL,¬†SONETTO,¬†STANZA,¬†DUO¬†e¬†VIOLIN;
  • dal mondo dell‚Äôattivit√† militare e delle fortificazioni,¬†IMBOSCATA¬†e¬†TO¬†IMBOSK,¬†ARSENAL¬†e¬†RIPARE;
  • dalle scienze della matematica e della geometria,¬†ALGEBRA,¬†SQUADRANT¬†e¬†SQUADRATURE;
  • dall‚Äôambito del commercio e della finanza,¬†BAZAAR,¬†TO SALD¬†(da¬†saldare),¬†TARIFF¬†e¬†TO INVEST.

Insomma, viene da dire che questi tecnicismi sono il lontano contraltare degli anglicismi dell‚Äôinformatica e della finanza di cui oggi si riempiono la bocca molti dei nostri manager: costoro, forse, sarebbero un po‚Äô pi√Ļ discreti e attenti all‚Äôuso della lingua italiana se sapessero che¬†MANAGER¬†√® derivato da¬†MANAGE, che √® poi l‚Äôitaliano cinquecentesco¬†maneggio¬†e¬†maneggiare, cio√® trattare e ammaestrare i cavalli! E poi, a differenza della situazione odierna, sono presenti e importanti nell‚Äôinglese rinascimentale molti italianismi che riflettono l‚Äôarticolarsi dei rapporti sociali e le realt√† personali, e dunque sono segno di un influsso culturale pi√Ļ sottile e profondo: troviamo cos√¨ parole che alludono alle gerarchie sociali (MAGNIFICO;¬†MADONNA), a comportamenti positivi o pi√Ļ spesso negativi (BANDIT;¬†BRAVO;¬†BORDELLO), a caratteristiche psicologiche o comportamentali (PEDANTE), a sentimenti ed emozioni personali (INAMORATO;¬†DISTASTE, calco da¬†disgusto), all‚Äôaspetto e alla condizione fisica dell‚Äôuomo (MUSTACHIO, da¬†mostaccio, ‚Äėbaffo‚Äô;¬†LAZARETTO). Non mancano poi richiami all‚Äôambito della moda (MILLINER, da¬†Milano / milanese, a indicare un venditore di articoli d‚Äôabbigliamento di provenienza milanese), del cibo e della cucina (ARTICHOKE, da¬†articiocco, ‚Äėcarciofo‚Äô;¬†MACARONI, da¬†maccaroni / maccheroni) e, infine, del mondo naturale (ARCHIPELAGO, da¬†arcipelago;¬†TARANTULA).

La forza d’inerzia nel Seicento

Sebbene la varietà di questi (e molti altri) esempi documentino l’ampiezza dell’influsso italiano a cavallo tra XVI e XVII secolo, proprio in questi anni inizia a manifestarsi un desiderio di emancipazione da tale modello, anche per il coevo rafforzamento dell’identità politico-culturale dell’Inghilterra. Altri motivi, poi, portano il mondo inglese a voltare le spalle all’Italia: Carlo I Stuart (1625-1649) sposa una principessa francese, stringendo dei contatti dinastici e personali che si sarebbero rafforzati durante gli anni dell’esilio francese di Carlo II sino a fare della Francia, dalla Restaurazione degli Stuart in poi, il nuovo modello di ogni perfezione; l’intermezzo puritano del Commonwealth (1649-1660) non poteva certo guardare con favore l’Italia, aborrito centro focale del cattolicesimo e culla dell’immorale machiavellismo; infine, l’Italia del Seicento sperimenta un’oggettiva decadenza politica, sociale e culturale.
In tali condizioni sociopolitiche, lo studio della lingua italiana pu√≤ sopravvivere solo in due casi: o come fatto isolato ed eccezionale, ed √® quello del poeta John Milton; o se ne viene ridimensionata l‚Äôimportanza culturale, come dimostra il fatto che l‚Äôitaliano non √® pi√Ļ la lingua dei cortigiani, ma diventa quella dei mercanti, o meglio di quei mercanti che, commerciando con il Vicino e il Medio Oriente, utilizzavano l‚Äôitaliano come lingua franca per i propri traffici.
Pertanto, √® a prima vista sorprendente che, nel corso del Seicento, entrino in inglese non pochi prestiti italiani; rispetto al Cinquecento, in alcuni ambiti ‚Äď ad esempio la botanica e le scienze naturali, la matematica e la geometria, le fortificazioni ‚Äď l‚Äôintroduzione di italianismi diminuisce un poco, ma in altri si mantiene e in taluni casi addirittura aumenta:

  • non si interrompe il flusso di prestiti relativi alle armi:¬†PISTOLETTO,¬†STILETTO,¬†CAPITANO;
  • si ritrovano parole che definiscono comportamenti e atteggiamenti:¬†AMOROSO,¬†BECCO,¬†CANAGLIA,¬†CAPRICCIO,ESTRO,¬†FURIOSO,¬†GENIO,¬†INCOGNITO,¬†RUFFIANO,¬†VOLPONE; non mancano interiezioni quali¬†CATSO!¬†(dacazzo) o¬†CRIMINE!;
  • dal mondo naturale:¬†BERGAMOT,¬†GRANITO,¬†GROTTO,¬†LIBECCIO,¬†SCIROCCO¬†e¬†VOLCANO;
  • pi√Ļ numerosi di quelli cinquecenteschi sono i termini tecnici relativi all‚Äôarchitettura e alle arti figurative, anche per l‚Äôinflusso di Inigo Jones (1573-1652) e di altri architetti inglesi che si ispirano al Palladio:¬†GUGLIO,¬†OVOLO,PILASTREL,¬†ANTICAMERA,¬†BALCONY,¬†CAMPANILE,¬†PALAZZO,¬†PORTICO,¬†STANZA,¬†VILLA;¬†BUSTO,CHIAROSCURO,¬†INTAGLIO,¬†MEZZOTINT,¬†MINIATURE,¬†MORBIDEZZA,¬†PIETA‚Äô,¬†PROFILE,¬†PUTTO,¬†SCHIZZO;
  • rispetto al Cinquecento, pi√Ļ scarsi i prestiti d‚Äôambito letterario, pi√Ļ numerosi quelli musicali:¬†BURRATINE¬†(daburattino),¬†ENTRATA,¬†LITERATI¬†e¬†LETTERATO,¬†PUNCHINELLO,¬†ROMANZA,¬†ROMANZO;¬†ALLEGRO,¬†BARITONE,CANTO,¬†CAPRICCIO,¬†LARGO,¬†PIANO,¬†PRESTO,¬†RECITATIVE,¬†RITORNELLO,¬†SONATA,¬†TRILL,¬†VIOLINIST,VIVACE;
  • in aumento pure i prestiti relativi al commercio e alla finanza:¬†CAMBIO,¬†TO DISCOUNT¬†(da¬†discontare, scontare),ENTRATE,¬†MONTE DI PIETA‚Äô,¬†PREMIO¬†(cio√® ‚Äėpremio di assicurazione‚Äô),¬†LIRA,¬†PAOLO,¬†SCUDO;
  • pi√Ļ ricca di prestiti dall‚Äôitaliano √® anche la tavola seicentesca dove, per bevande e cibi, troviamo nomi di vini qualiGRECO,¬†LIATICO, oltre a¬†BRENDICE¬†(da¬†brindesi,¬†brindisi), e nomi di cibi o piatti quali¬†BROCCOLI,¬†FRITTADO¬†(dafrittata),¬†MORTADELLA,¬†PASTA,¬†POLENTA,¬†VERMICELLI;
  • pure in aumento, infine, sono i prestiti relativi alla politica e alle controversie religiose:¬†BULLETIN,¬†CONSULTO,GIUNTA,¬†INTRIGO,¬†MANIFESTO,¬†PAPESS,¬†QUIETISM¬†e¬†QUIETIST,¬†RISGO(E)¬†(da¬†risigo¬†o¬†risico, ‚Äėrischio‚Äô),SBIRRO,¬†SCALDABANCO¬†(‚Äėpredicatore focoso‚Äô),¬†SPIRITATO¬†(‚Äėmosso da eccessivo zelo religioso‚Äô).

Molti di questi italianismi sono oggi arcaici od obsoleti, ma conta il peso della loro incidenza nel periodo considerato; se √® poi vero che nel corso del Seicento gli inglesi vedono nella Francia e non pi√Ļ nell‚ÄôItalia un modello culturale degno d‚Äôessere imitato, √® altrettanto vero che la lingua francese fa in questo secolo da tramite per l‚Äôintroduzione in inglese di prestiti italiani: ad esempio,¬†TO ATTACK,¬†BAGATELLE,¬†BARRACK,¬†CARTOON,¬†CHARLATAN,¬†GAZETTE,MUSKETOON,¬†RISK,¬†SPINET,¬†VALISE¬†e¬†VEDETTE; infine, l‚Äôaccoglimento seicentesco di italianismi, nonostante il superamento e per certi versi il rifiuto inglese dell‚Äôesperienza rinascimentale, ci dimostra che la corrente dell‚Äôinflusso italiano avanza ancora per forza d‚Äôinerzia nonostante le nuove scelte politiche e culturali operate in Inghilterra.

Dal concerto grosso alla zampogna

Questa corrente si esaurisce definitivamente nel Settecento, quando gli inglesi sono ormai consapevoli di avere acquisito una sicura indipendenza culturale dai modelli stranieri, sia quello italiano sia quello francese. Tale indipendenza si traduce, nei confronti del mondo italiano, in atteggiamenti via via diversi: a un iniziale, totale rifiuto, come se gli inglesi si vergognassero di avere un tempo preso l‚ÄôItalia a modello, segue una maggiore attenzione perch√© si cerca ‚Äď come fanno i viaggiatori inglesi del¬†Grand Tour¬†‚Äď di vedere nelle rovine del presente le vestigia di un passato glorioso; infine, si sviluppa un rinnovato, seppure limitato apprezzamento, per l‚Äôopera in musica italiana e per il pittoresco dei paesaggi di artisti italiani quali Salvator Rosa. Musica e arte, dunque, molto meno lingua e letteratura; non sorprender√† pertanto il fatto che nel Settecento l‚Äôinglese accoglie un numero di italianismi nettamente inferiore rispetto ai secoli precedenti:

  • sono, ovviamente, in controtendenza ‚Äď soprattutto nella prima met√† del secolo ‚Äď i termini relativi alla musica e al canto:¬†ADAGIO,¬†ALLEGRETTO,¬†ANDANTE,¬†ARIA,¬†BALLATA,¬†CASTRATO,¬†CONCERTO GROSSO,CONTRAPUNTIST,¬†CRESCENDO,¬†DUET,¬†FAGOTTO,¬†FALSETTO,¬†FANTASIA,¬†FORTE,¬†FORTE-PIANO,FORTISSIMO,¬†LIBRETTO,¬†MEZZO-SOPRANO,¬†OPERETTA,¬†PIANISSIMO,¬†PRIMA DONNA,¬†SERENATA,SINFONIA,¬†SOLFEGGIO,¬†SOPRANO,¬†STACCATO,¬†TENORE,¬†TERZETTO,¬†TOCCATA,¬†TUTTI,¬†VIOLA,VIOLONCELLO,¬†ZAMPOGNA¬†e¬†ZUFOLO;
  • resistono i prestiti relativi all‚Äôarchitettura e alle arti figurative:¬†LOGGIA,¬†TERRENO¬†(da¬†(pian)terreno),¬†TONDINO,STACCATURE¬†(da¬†stuccatura);¬†ALFRESCO,¬†BAMBINO,¬†CINQUECENTO,¬†CONTORNO,¬†GUAZZO,¬†TO IMPASTE,IMPASTO,¬†PASTICCIO,¬†PORTFOLIO,¬†RITRATTO,¬†SMALTO¬†e¬†TORSO;
  • si ritrovano alcuni prestiti che definiscono atteggiamenti o comportamenti personali e sociali, quali¬†BRIO,CICISBEO,¬†CONVERSAZIONE,¬†CON AMORE,¬†IMBROGLIO,¬†LAZZARONE,¬†SOTTO VOCE¬†e¬†VILLEGGIATURA;
  • dagli ambiti della geologia e della zoologia provengono¬†BRECCIA,¬†LAVA,¬†SOLFATARA,¬†TERRA SIENNA¬†(da¬†terra di Siena),¬†TUFA¬†(da¬†tufa,¬†tufo), e¬†VULCANIC;
  • come in ogni epoca non mancano prestiti riferiti a cibi e bevande:¬†FINOCHIO¬†(da¬†finocchio),¬†MARASCHINO,MINESTRA,¬†SEMOLINA¬†(da¬†semolino) e¬†STAFATA¬†(da¬†stufato).

In relazione al secolo diciottesimo, dunque, i dati linguistici a nostra disposizione confermano i dati storico-culturali: i prestiti lessicali dall‚Äôitaliano non servono pi√Ļ a ridurre lo svantaggio linguistico e culturale dell‚ÄôInghilterra rispetto alle altre principali nazioni dell‚ÄôEuropa continentale; essi dimostrano piuttosto la capacit√† britannica di accogliere particolari, e universalmente condivisi, stimoli culturali (come nel caso del terminologia musicale e operistica) o fanno parte del normale ed equilibrato interscambio tra diverse comunit√†.

L’Ottocento in accelerando

E nell‚ÄôOttocento? Ugo Foscolo, rifugiatosi a Londra, scrive a proposito dell‚Äôitaliano in Inghilterra che ‚ÄúMoltissimi lo studiano, pochi lo imparano, tutti affettano o presumono di saperlo; ma i librai assicurano che appena d‚Äôun libro italiano, anche classico, si vendono cinquanta copie in tre anni; e di un libro inglese, di qualche nome, se ne vendono cinque e spesso seimila copie in due o tre settimane‚ÄĚ. L‚Äôinteresse per la letteratura italiana √® cosa elitaria, dei poeti romantici e vittoriani, e non pu√≤ portare a un reale influsso interlinguistico; pi√Ļ superficiale ma per questo ‚Äď paradossalmente ‚Äď pi√Ļ efficace l‚Äôinteresse degli inglesi che si appassionano all‚Äôitaliano per accostare i testi operistici, o per orientarsi almeno un poco durante i viaggi e i soggiorni in Italia che tornano a essere frequenti dopo il crollo dell‚Äôimpero napoleonico. Sta di fatto che gli italianismi accolti dalla lingua inglese nell‚ÄôOttocento sono moltissimi:

  • addirittura aumentano, rispetto al Settecento, i prestiti relativi alla musica e al canto:¬†ACCELERANDO,¬†AGITATO,¬†A CAPPELLA,¬†ANDANTINO,¬†BASSET-HORN¬†(a rendere¬†corno di bassetto),¬†BATTUTA,¬†BEL CANTO,¬†CADENZA,CANTATRICE,¬†CAVATINA,¬†CEMBALO,¬†CONCERTINO,CORNETTO,¬†CORNO,¬†DIVA,¬†DUETTINO,¬†FLAUTIST,FLAUTATO,¬†FUGATO,¬†FURIOSO,¬†LAMENTOSO,¬†LEGATO,¬†MARCATO, MARTELLATO,¬†MOSSO,¬†MUSICO,¬†OBOE D‚ÄôAMORE,¬†OBOE DA CACCIA,¬†OCARINA,¬†ORGANETTO,¬†PIANIST,¬†PIZZICATO,¬†RALLENTANDO,¬†ROMANZA,SCHERZO,¬†SESTET,¬†SFORZANDO,¬†SFORZATO,¬†SMORZANDO,¬†SMORZATO,¬†VIBRATO,¬†VIOLA DA BRACCIO,VILLOTTA;
  • ancora numerosi i prestiti d‚Äôambito artistico e architettonico:¬†ABBOZZO,¬†AMORINO,¬†BAROCCO,¬†CORTILE,GRADINO,¬†GRAFFITO,¬†INTARSIA,¬†INTONACO,¬†LUNETTA,¬†MANDORLA,¬†REPLICA,¬†SCENARIO,¬†SCUOLA,SEICENTISMO,¬†SEICENTIST,¬†SFUMATO,¬†STUDIO,¬†TEMPERA,¬†TEMPIETTO,¬†TENEBROSO,¬†TERRIBILITA‚Äô,TONDO,¬†TRECENTO;
  • in aumento quelli relativi a cibi e bevande:¬†AGRODOLCE,¬†CANNELLONI,¬†GNOCCHI,¬†GRISSINO,¬†LASAGNE,MARASCA,¬†RAVIOLI,¬†RICOTTA,¬†RISOTTO,¬†SALAMI,¬†SEMOLA,¬†SEMOLETTA,¬†SPAGHETTI,¬†STRACCHINO,TAGLIATELLE,¬†ZABAGLIONE,¬†ZUCCA;¬†ALEATICO,¬†CHIANTI,¬†GRAPPA,¬†GRIGNOLINO,¬†MALVASIA,¬†ROSOLIO,VERNACCIA;
  • descrivono la realt√† geofisica e naturale dell‚ÄôItalia¬†BECCACCIA,¬†BOCCA¬†(di vulcano),¬†BORA,¬†FATA MORGANA,FIUMARA,¬†LAPILLO,¬†MACIGNO,¬†MAREMMA,¬†OVER-MOUNTS¬†(da¬†oltramonti),¬†RIVA,¬†TERRA ROSSA,VOLCANELLO;
  • descrivono azioni, condizioni o atteggiamenti umani¬†JETTATURA,¬†MAESTRIA,¬†MATTOID,¬†REFASHIONMENT(modellato su¬†rifacimento),¬†SIMPATICO,¬†VENDETTA;
  • fanno riferimento alla situazione politica, sociale o religiosa dell‚ÄôItalia ottocentesca¬†BERSAGLIERE,¬†CARABINIERE,CARBONARI,¬†IMBROGLIO,¬†IRRENDENTIST,¬†MAFIA¬†e¬†MAFIOSO,¬†MUNICIPIO,¬†QUIRINAL,¬†RISORGIMENTO,SANFEDIST,¬†SINDACO,¬†TRIPLICE;¬†ABBATE,¬†CAPPA,¬†MANTELLETTA,¬†TRIDUO,¬†ZUCCHETTO;
  • e non mancano, infine, alcuni prestiti relativi ad ambiti minori quali la poesia (STORNELLO,¬†TERZINA), la festa (CONFETTI,¬†DOLCE FAR NIENTE), gli oggetti d‚Äôuso quotidiano (CREDENZA,¬†FIASCO,¬†PADELLA), le persone (COMMENDATORE,¬†CONTESSA,¬†DONZELLA,¬†RAGAZZO).

Molti italianismi, dunque, e riconducibili a parecchi ambiti diversi: non certo la letteratura, che non √® pi√Ļ il canale privilegiato per la trasmissione di prestiti italiani in inglese, ma ancora una presenza sostanziosa e significativa di italianismi nei consueti ambiti della musica, del canto, dell‚Äôarte e dell‚Äôarchitettura, dei cibi e delle bevande; non √® pi√Ļ, invece, degno di nota l‚Äôaccoglimento di prestiti relativi ai commerci e alla finanza. I molti prestiti descrivono realt√† caratteristiche del mondo italiano, relative sia all‚Äôambiente naturale sia alle istituzioni sociopolitiche, e sembrano essere introdotti in inglese per convogliarvi un certo ‚Äėcolore locale‚Äô italiano, il pi√Ļ delle volte legato a una visione stereotipata e semplificata della realt√† italiana.

Un’abbuffata di mozzarella cheese

Passando dall’Ottocento al secolo appena concluso, è innanzitutto evidente che la dinamica dei rapporti anglo-italiani è condizionata dal moltiplicarsi delle occasioni e delle modalità di contatto: i commerci e le relazioni internazionali, i viaggi di piacere e i flussi migratori, i mezzi di trasporto e quelli di comunicazione di massa favoriscono indubbiamente gli scambi linguistici, letterari e culturali; va però valutato caso per caso se tali contatti si possono tradurre in reali opportunità d’influsso interlinguistico. Così, sebbene l’italiano degli emigranti e quello insegnato nelle scuole dei paesi anglofoni abbiano costituito, nel corso del Novecento, un’occasione di contatto interlinguistico per centinaia di migliaia di parlanti, è legittimo ritenere che un effettivo influsso dell’italiano sull’inglese britannico e americano del XX secolo si sia esercitato soprattutto per altre vie, come dimostra la seguente elencazione di italianismi:

  • musica, canto e ballo:¬†CODA,¬†LAMENTO,¬†SINFONIA CONCERTANTE,¬†SINFONIETTA,¬†SOPRANINO,¬†SPINTO,STAGIONE¬†(spesso¬†STAGIONE LIRICA),¬†STILE ANTICO,¬†STILE CONCITATO;
  • arte e architettura:¬†BOTTEGA,¬†BOZZETTO,¬†FUTURISM,¬†GIOCONDA,¬†MODELLO,¬†PALIOTTO,¬†PENTIMENTO,RICORDO,¬†SEICENTO,¬†SETTECENTO,¬†STUDIOLO,¬†VEDUTA,¬†VEDUTISTA,¬†VERISMO;¬†PIANO NOBILE,¬†SALONE,SALOTTO,¬†SOTTOPORTICO,¬†TRAVATED¬†(da¬†travata),¬†TRULLO;
  • realt√† geofisica e naturale:¬†MAESTRALE,¬†PONENTE¬†(o¬†PONENTE WIND),¬†SALITA,¬†SPINONE;
  • terminologia tecnico-scientifica:¬†CHROMOCENTRE¬†(da¬†cromocentro),¬†EQUICONTINUOUS¬†(da¬†egualmente continuo),¬†FANGO¬†e¬†FANGOTHERAPY,¬†FAVISM,¬†GIORGI¬†(o¬†GIORGI SYSTEM),¬†HOLOGENESIS,¬†ISOTACTIC,OLIGOPOD,¬†ORTICANT,¬†RICCI¬†(o¬†RICCI TENSOR),¬†ROSASITE,¬†SECCHI¬†(o¬†SECCHI‚ÄôS DISC),¬†UREOTELIC, YOTTA(dal prefisso¬†y-¬†anteposto all‚Äôital.¬†otto, col significato di ‚Äė10/24‚Äô);
  • terminologia tecnico-industriale:¬†FERRO-CEMENT,¬†IMPASTO,¬†PUNTA,¬†TERITAL,¬†TERRAZZO;
  • religione:¬†AGGIORNAMENTO,¬†PAPABILE,¬†QUARESIMAL,¬†ROMANITA‚Äô;
  • economia e politica:¬†BABY PENSIONS¬†(calco di¬†pensioni baby),¬†BLACK JOB¬†(calco di¬†lavoro nero),¬†BLACKSHIRT(calco di¬†camicia nera),¬†BOSSISMO,¬†DESISTENZA,¬†(IL)¬†DUCE,¬†EUROTAX¬†o¬†TAX FOR EUROPE¬†(da¬†Eurotassa),FASCI,¬†FASCISM,¬†GIOVANI IMPRENDITORI,¬†GOVERNISSIMO,¬†GOVERNTMENT OF NATIONAL UNIT,GREENSHIRTS¬†(calco di¬†CAMICIE VERDI),¬†HISTORIC COMPROMISE¬†(da¬†compromesso storico),LOTTIZZAZIONE,¬†MANI PULITE/SPORCHE¬†¬†o i calchi¬†CLEAN/DIRTY HANDS,¬†NORD-NAZIONE,¬†PADANIA¬†ePADANIANS,¬†PADRONI,¬†PARTITOCRAZIA,¬†POTERI FORTI,¬†RED BRIGADES¬†(da¬†Brigate Rosse),¬†SACRO EGOISMO,¬†SALOTTO BUONO,¬†SCALA MOBILE,¬†SQUADRA,¬†SQUADRIST,¬†TANGENTI,¬†TANGENTOPOLI¬†o i calchiBRIBE CITY,¬†BRIBESVILLE¬†e¬†KICKBACK CITY,¬†TRASFORMISMO, WHITE SEMESTER¬†(da¬†semestre bianco),UOMO DELLA PROVVIDENZA;
  • societ√†:¬†AGRITURISMO,¬†ANIMALISTA,¬†ANTI-MAFIA,¬†BIENNALE,¬†CAPO¬†(o¬†CAPO MAFIOSO),¬†CAPO DEI CAPI¬†o il calco¬†BOSS OF BOSSES,¬†CADAVERI ECCELLENTI,¬†CLOSED HOUSES¬†(da¬†case chiuse),¬†COSA NOSTRA¬†o¬†OUR THING,¬†CRAVATTARI,¬†DOLCE VITA,¬†DON,¬†FERRAGOSTO,¬†GOOMBAH¬†(corruzione gergale di¬†compare¬†che assume il significato di ‚Äėmafioso‚Äô),¬†MAFIAIST¬†e¬†MAFIAISM¬†(costruiti sull‚Äôital.¬†mafia)e i composti¬†MAFIA-BUSTING,¬†MAFIA-FIGHTERS,¬†MAFIA-LINKED,¬†MAFIA-RIDDEN¬†e¬†MAFIA-STYLE,¬†MAXI TRIAL¬†(da¬†maxi processo),¬†MEN OF HONOUR¬†(da¬†uomini d‚Äôonore),¬†OMERTA‚Äô,¬†PAPARAZZO,¬†PASSEGGIATA,¬†PASTICCERIA,¬†PENSIONE,¬†PIZZERIA,PRINCIPE,¬†REPENTED¬†(da¬†(mafioso) pentito),¬†RISTORANTE,¬†SACRA CORONA UNITA,¬†SCUGNIZZO,SETTIMANALI ROSA,¬†SOVRINTENDENZA,¬†TIFOSI,¬†TOMBAROLO,¬†VENTETTIST;
  • ruoli, comportamenti e atteggiamenti individuali e sociali:¬†BIMBO,¬†FURORE,¬†JETTATORE,¬†MAMMISMO,¬†NOIA,NUMERO UNO,¬†VITA NUOVA,¬†VITELLONI;
  • cibi e bevande:¬†ABBACCHIO,¬†AGNOLOTTI,¬†AL DENTE,¬†ANTIPASTO,¬†ARAGULA¬†(nome dialettale per¬†RUCOLA),BEL PAESE,¬†BRUSCHETTA,¬†CACIUCCO,¬†CALABRESE,¬†CALAMARI,¬†CALZONE,¬†CANNOLI,¬†CAPRETTO,¬†CARBONE DOLCE,¬†CARPACCIO,¬†CASSATA,¬†CIABATTA,¬†CORNETTO,¬†COSTATA ALLA FIORENTINA,¬†CROSTINI,FETTUCCINE,¬†FRITTATA,¬†FRITTO DI MARE¬†o¬†FRITTO MISTO,¬†FRITTURA,¬†FUSILLI,¬†GUANCIALE,¬†LINGUINE,MACEDONIA DI FRUTTA,¬†MANICOTTI,¬†MARINARA¬†(da¬†alla marinara),¬†MASCARPONE¬†o¬†MASCHERPONE,MOZZARELLA¬†(o¬†MOZZARELLA¬†CHEESE),¬†MOZZARELLA¬†IN CARROZZA,¬†OSSO BUCO,¬†PANCETTA,¬†PANETTONE,PANFORTE,¬†PARMIGIANO,¬†PECORINO,¬†PENNE,¬†PESTO,¬†PEPPERONI¬†(o¬†PEPERONI),¬†PINZIMONIO,¬†PIZZA,PORCHETTA,¬†PROSCIUTTO¬†(o¬†PROSCIUTTO¬†HAM),¬†PROVOLONE,¬†RADICCHIO,¬†RIGATONI,¬†ROMANO¬†(oROMANO CHEESE),¬†SALTIMBOCCA,¬†SANGUINACCIO,¬†SCALLOPINI¬†(o¬†SCALOPPINE),¬†SCAMPI,¬†SCUNGILLE(dall‚Äôitaliano dialettale¬†scunciglio),¬†SPAGHETTI ALL‚ÄôAMATRICIANA¬†e¬†ALLA CARBONARA,¬†SPAGHETTINI,SPUMONI¬†(da¬†spumone),¬†STELLINE,¬†STRACCIATELLA,¬†TALEGGIO,¬†TIRAMISU,¬†TORTELLINI,¬†VITELLO TONNATO,¬†ZABAGLIONE,¬†ZEPPOLE,¬†ZITONI,¬†ZUCCHINI,¬†ZUPPA, ZUPPA INGLESE¬†e l‚ÄôespressioneMMEDITERRANEAN DIET;¬†AMARETTO,¬†BERBERA,¬†BAROLO,¬†CAPPUCCINO,¬†DOLCETTO D‚ÄôALBA,¬†ESPRESSO,FRASCATI,¬†LAMBRUSCO,¬†LUNGO¬†e¬†MACCHIATO¬†(riferiti al caff√®),¬†MOSCATO,¬†NEGRONI,¬†PROSECCO,¬†PUNT E MES,¬†RICCADONNA,¬†SAMBUCA,¬†SASSELLA,¬†SOAVE,¬†SPUMANTE,¬†STREGA,¬†VERDICCHIO,¬†VIN SANTO,¬†VINO DA TAVOLA¬†e il calco¬†DENOMINATION OF PROTECTED ORIGIN;
  • casi vari:¬†ARRIVEDERCI,¬†AUTOSTRADA,¬†AZZURRI,¬†BALLERINA¬†(o¬†BALLERINA¬†SHOE),¬†CANTINA,¬†CIAO,FATTORIA,¬†FRECCE TRICOLORI,¬†GALLERIA¬†(nel senso di ‚Äėgalleria di negozi‚Äô),¬†GROSSO MODO,¬†LIBERO¬†(tecnicismo del calcio),¬†MANCIA,¬†MEZZOGIORNO,¬†MILLE MIGLIA,¬†PICCOLO,¬†PINOCCHIO,¬†RIONE,¬†SALUMERIA,SCOPA,¬†SCUDETTO,¬†SCUOLA MEDIA,¬†SCUSI,¬†(LA) SERENISSIMA,¬†SPAGHETTI WESTERN,¬†SPREZZATURA,STRAMBOTTO,¬†SUFFIXOID¬†(da¬†suffissoide),¬†TELEFONINO,¬†VESPA.

Come si evince dall‚Äôesame di questi prestiti, la lingua inglese del XX secolo continua ad assumere dall‚Äôitaliano un buon numero di termini musicali, artistici e tecnico-scientifici, oltre a parole relative a vari campi della realt√† sociale e individuale. Meritano qualche osservazione particolare i prestiti tratti dagli ambiti dell‚Äôeconomia, della politica, della societ√† e della cucina che, sebbene non manchino nei secoli precedenti, mostrano nel Novecento caratteristiche particolari: un certo numero di parole vengono accolte in inglese perch√© servono a definire con precisione aspetti del pi√Ļ o meno recente passato italiano (come¬†DUCE,¬†FASCISM¬†o¬†LA SERENISSIMA); altri termini indicano realt√† tipicamente italiane, spesso negative (BLACK JOB,¬†COSA NOSTRA,¬†CRAVATTARI,LOTTIZZAZIONE,¬†MAMMISMO,¬†MANI PULITE,¬†TANGENTOPOLI,¬†TOMBAROLO), meno frequentemente positive o non connotate (ANIMALISTA,¬†FERRAGOSTO,¬†WHITE SEMESTER); abbondano nelle aree lessicali dell‚Äôeconomia e della politica i¬†casuals, d‚Äôuso primariamente giornalistico, legati a fatti d‚Äôimportanza solo contingente e con ben scarse probabilit√† di attestarsi definitivamente nella lingua inglese (come¬†DESISTENZA,¬†NORD-NAZIONE¬†oUOMO DELLA PROVVIDENZA); i prestiti relativi a cibi e bevande ‚Äď esportati dagli emigranti italiani, importati dai turisti e viaggiatori angloamericani o frutto della comunicazione pubblicitaria internazionale ‚Äď sembrano essere i soli a non suscitare riserve o codificare stereotipi; al contrario, con la loro ricchezza e variet√† (di alimenti, piatti e modalit√† di preparazione) indicano un campo in cui i prodotti italiani non temono rivali, come dimostra anche la grande diffusione, e spesso il declassamento a nomi comuni, di nomi commerciali quali¬†PUNT E MES,¬†RICCADONNA¬†oNEGRONI.

Novecento: una dieta stretta

Cos√¨, dall‚Äôanalisi di questi prestiti italiani nell‚Äôinglese novecentesco si pu√≤ concludere che, con l‚Äôeccezione dell‚Äôambito della ristorazione (quella raffinata praticata da cuochi italiani di grande nome tanto quanto quella pi√Ļ rustica, ma altrettanto alla moda, delle specialit√† regionali), non c‚Äô√® reale incidenza lessicale dell‚Äôitaliano nemmeno in quei settori ‚Äď il design e l‚Äôarchitettura, la moda e il ‚Äėmade in Italy‚Äô, il cinema d‚Äôautore, il turismo culturale ‚Äď in cui oggigiorno l‚ÄôItalia primeggia a livello internazionale, di certo perch√© in tali realt√† industriali la lingua d‚Äôuso √® comunque l‚Äôinglese.
L‚Äôinglese oggi √® la lingua che esprime l‚Äôideologia e la cultura dominanti (o almeno quelle con la voce pi√Ļ potente), come l‚Äôitaliano nel Rinascimento; l‚Äôinglese oggi √® la lingua della comunicazione internazionale, come l‚Äôitaliano seicentesco lingua franca nel Mediterraneo. A ciascuno di noi decidere se tale confronto storico pu√≤ essere fonte di tranquillit√† o di preoccupazione per il presente e il futuro dei rapporti linguistici, letterari e culturali anglo-italiani.

*Giovanni Iamartino, ordinario di Storia della lingua inglese presso l‚ÄôUniversit√† di Milano, si occupa da tempo della storia dei rapporti linguistici e culturali fra l‚ÄôItalia e mondo inglese. Sugli italianismi in inglese ha pubblicatoLa contrastivit√† italiano-inglese in prospettiva storica¬†(in ¬ęRassegna Italiana di Linguistica Applicata¬Ľ, vol. 33, 2001, pp. 7-130) e¬†Non solo maccheroni, mafia e mamma mia!: tracce lessicali dell‚Äôinflusso culturale italiano in Inghilterra¬†(in¬†L‚Äôinglese e le altre lingue europee. Studi sull‚Äôinterferenza linguistica, a cura di F√©lix San Vicente, CLUEB, Bologna 2002, pp. 23-49).

In Treccani: http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/nazioni/iamartino.html#.Uxi-onUoHSt.twitter