Repost: 12 Parole Tedesche che Non Esistono in Italiano

12 Parole Tedesche che Non Esistono in Italiano.

Posted on September 16th 2013, by Arturo Robertazzi in BERLINO, SCRITTURA. 14 comments

L'eternitĂ  serve a dare ad alcuni di noi la possibilitĂ  di imparare il tedesco - Mark Twain #ScrittoreComputazionale

Lo so, il tedesco a noi italiani suona come una lingua dura, difficile e a volte fastidiosa. Ma avete mai ascoltato una poesia di Brecht recitata da una flebile voce femminile? È pura melodia, con quegli “ich”, “sch” e “ung”.
Dopo quattro anni di Germania e dopo aver incontrato autori come Goethe, Kafka e Brecht, ho scoperto la bellezza della complessità, e la ricchezza del vocabolario tedesco. Con un po’ di invidia verso quegli scrittori tedeschi che possono mettere insieme i moduli di questa lingua per farne storie e romanzi. Anche Mark Twain, uno che non lesinava critiche al tedesco, ha dovuto ammettere con un certo stupore che alcune parole tedesche sono in grado di esprimere un concetto complesso.
In questo post propongo una breve lista di parole tedesche che contengono mondi, traducibili in italiano solo con intere frasi. Parole che svelano come i tedeschi interpretano la realtĂ  che ci circonda – a proposito, Dward Sapir e Benjamin Whorfaffermavano che il linguaggio è uno strumento attraverso il quale concettualizziamo la realtĂ .

Ecco le dodici parole:

1. Weltschmerz. Letteralmente “dolore del mondo”. Il termine, coniato dall’autore tedesco Johann Paul Friedrich Richter, indica il “dolore cosmico” provato da colui che si rende conto che la realtà fisica non può soddisfare i bisogni della mente. Una visione del mondo tipica di autori come Leopardi, Heinrich Heine e Lord Byron.

2. Drachenfutter. In italiano si traduce come “cibo del dragone”. Diciamo che hai dimenticato il tuo anniversario di matrimonio e tua moglie è incazzata nera. Cosa fai? Le fai un regalo per riparare alla tua dimenticanza. Ecco, quello è il “cibo del dragone”.

3 Fremdschämen. Fremd significa estraneo e Schämen provare vergogna. Fremdschämen significa sentirsi in imbarazzo per qualcosa che qualcun altro ha fatto. Capita spesso, no?

4. Vorfreude. Diciamo che ti aspetta una cena con una persona che ti intriga. È pomeriggio, fra tre ore la incontrerai, ti prepari, pensi a cosa succederà e senti una forte sensazione di gioia. Vorfreude significa letteralmente “pre-felicità”.

5. Treppenwitz. Sono trascorse un paio d’ore, e pensi che in quella situazione avresti dovuto dire una battuta più efficace. Tornato a casa, hai l’illuminazione e pensi “Ah! Avrei dovuto rispondere così!”. Ma è troppo tardi. Questo è il Treppenwitz, letteralmente “scherzo delle scale”.

6 Geisterfahrer. “L’autista fantasma”. Il Geisterfahrer è colui che imbocca una strada nel senso di marcia sbagliato.

7 Handschuhschneeballwerfer. SÏ, sÏ, lo so, sono quasi trenta lettere! Niente panico: Handschuh (che è costituita già da due parole) significa guanto,Schnee neve, Ball palla e Werfer lanciatore. Tutto insieme significa: colui che indossa dei guanti per lanciare una palla di neve.

8 Herbstmelancholie. Un’unica parola per descrivere l’emozione che stiamo provando in questo periodo: la malinconia d’autunno.

9 Waldeinsamkeit. Einsamkeit significa solitudine, Wald è bosco. È quella pressante sensazione di solitudine e disagio quando ci si inoltra in un fitto bosco.

10 Torschlußpanik. In questa parola c’è un romanzo. È il panico provato in era medievale quando il ponte elevatoio si abbassava indicando un attacco dei nemici. Indica l’ansia provata quando ci si rende conto che la nostra vita va avanti e le chance di realizzare i “nostri sogni” diminuisce ogni giorno.

11 Schadenfreude. Non vogliamo ammetterlo, ma ci capita spesso. Il vostro arcinemico ha appena fatto una sciocchezza ed è diventato lo zimbello del gruppo. La sottile punta di felicità che state provando è la Schadenfreude, la gioia della sciagura di qualcun altro.

12 Fernweh. La mia preferita, perché questa sensazione l’ho sempre provata, ma non sapevo esistesse una parola per definirla. Letteralmente significa “nostalgia dell’altrove”. È il forte bisogno di dover viaggiare per esplorare il mondo.

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CITAZIONI SULLA TRADUZIONE

Redazione  6 gennaio 2014
Salotto , , 
Siamo andati in giro per il web alla ricerca di citazioni riguardanti il lavoro del traduttore: ecco quelle che ci sono piaciute di più. L’unica che ci sentiamo di aggiornare è quella di Antonio Gramsci, “I traduttori sono pagati male e traducono peggio”: i traduttori sono ancora pagati male, ma almeno traducono un po’ meglio… Buona lettura!
L’originale è infedele alla traduzione.
Jorge Luis Borges, Sopra il Vathek di William Beckford, in Altre inquisizioni, 1952
Lo spirito di una lingua si manifesta chiaramente soprattutto nelle parole intraducibili.
Marie von Ebner-Eschenbach, Aforismi, 1880
La traduzione è una delle poche attività umane in cui per principio accade l’impossibile
Mariano AntolĂ­n Rato
Gli scrittori creano la letteratura nazionale, mentre i traduttori rendono universale la letteratura.
JosĂŠ Saramago
La traduzione è quel qualcosa che trasforma tutto in modo che nulla cambi.
GĂźnter Grass
Senza la traduzione abiteremmo province confinanti con il silenzio.
George Steiner
La traduzione non è solo una questione di parole: il punto è rendere comprensibile un’intera cultura.
Anthony Burgess
Sull’inadeguatezza della traduzione si può dire quel che si vuole, ma quel lavoro è e sarà sempre una delle imprese più importanti e utili nei riguardi del mondo.
Johann Wolfgang Goethe
I traduttori sono da considerare quasi zelanti mezzani che ci vantano come amabilissima una bellezza semivelata: essi suscitano un desiderio irresistibile dell’originale.
Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, 1833 (postumo)
Un’epoca sfavillante di letteratura è forse sempre un’epoca sfavillante di traduzioni.
Ezra Pound
Anche tradurre è, come far musica e poesia, come dipingere un quadro e scolpire una statua, sforzo e anelito di conquistare  e di possedere la propria realtà.
Manara Valgimigli, Del tradurre e altri scritti, 1957
Il traduttore è con evidenza l’unico autentico lettore di un testo. Certo più d’ogni critico, forse più dello stesso autore. Poiché d’un testo il critico è solamente il corteggiatore volante, l’autore il padre e marito, mentre il traduttore è l’amante.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987
Quante croci, il traduttore, in cambio di qualche estasi vicaria!
Gesualdo Bufalino
Fra traduttore e autore il rapporto che s’intreccia (insidie, invidie, ripicche, lusinghe) adombra una sfida carnale.
Gesualdo Bufalino
“I traduttori sono i cavalli da tiro della cultura.”
Alexander Sergeyevich Pushkin
La traduzione è il rovescio dell’arazzo.
Miguel de Cervantes
Una cosa ben detta conserva il suo sapore in tutte le lingue.
John Dryden, Saggio sulla poesia drammatica, 1668
L’umorismo è la prima qualità che va perduta in una lingua straniera.
Virginia Woolf
Temo i miei traduttori: mi obbligano a discernere ciò che voglio lasciare nell’ombra.
François Vaucluse, L’arte di tradurre, aforismi scelti
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